

SEDANO NERO DI TREVI
Le pazienti e secolari cure degli agricoltori locali hanno portato alla creazione di una particolare cultivar di sedano: il sedano nero di Trevi, così detto perché se lasciato crescere senza lavorazioni speciali è molto scuro e legnoso e quindi deve venire interrato (o incartato) per ottenere l’imbianchimento.
Il prodotto finale è un sedano dalle coste bianche, prive dei fastidiosi “fili”, molto lunghe prima del “nodo” da cui si ramificano le foglie e con un “cuore” molto polposo e tenero.
Il sedano nero ha una produzione limitatissima poiché viene coltivato nella stretta striscia di terra tra la vecchia Flaminia e il fiume Clitunno, terra argillosa, umida e fertilissima, adatta alle colture che sfruttano molto il terreno. Gli intenditori asseriscono che i sedani coltivati fuori da questa ristrettissima zona non hanno le caratteristiche del “sedano nero di Trevi”.
LA COLTURA DEL SEDANO NERO
IL SEDANO NERO
La profonda fede, trasposta anche inconsapevolmente nel vissuto quotidiano, porta a perpetuare nella morte del seme che genera nuova vita il miracolo della morte e resurrezione del Redentore. La semina avviene in vivaio, al terzo mese le piantine vengono messe a dimora, concimate e innaffiate giornalmente. Nei primi di ottobre esse sono giunte a maturazione ma hanno le coste verde scuro (da qui il nome “nero”) e allora vengono legate e interrate, lasciando allo scoperto soltanto il ciuffo di foglie. Dopo 15-20 giorni i sedani vengono raccolti, lavati e sono pronti per la vendita.
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